
Il Giorno Bergamo
Gennaio 26, 2026
Un voto che si chiama coraggio
Maggio 30, 2026Recensione a cura di Loredana Coppini
Più o meno tutto bene edito da Scatole parlanti è un potente romanzo di denuncia sulla violenza di genere in cui l’autrice Sara Vidé libera tutta la sua brillante abilità narrativa nel raccontare una storia d’amore inquinata da un’emotività immatura e squilibrata; un rapporto sbagliato che porterà alla totale perdita del controllo perpetrando schemi di brutale violenza fisica e psicologica.
Una lettura tanto coinvolgente quanto disturbante che getta luce sulle fitte trame di un legame profondamente malato, segnando il profilo di un preciso schema manipolatorio fatto di romantiche lusinghe, di accentuate attenzioni e di un meticoloso controllo che non lascia più alcuna libertà di spostamento e di espressione: eccessi emotivi in una altalena di up and down che è destinata a raggiungere picchi sempre più bassi, cruenti e pericolosi facendo sbiadire dalla mente il ricordo della passata felicità, se così riusciamo ancora a chiamarla.
L’autrice scrive queste pagine con la leggerezza di una farfalla, disegnando una poetica di immagini e profumi che nitidamente si riescono a vedere e sentire, una vera e propria sinestesia che fa bene allo spirito e appaga i sensi del corpo. Con questo stile delicato – tra lirismo e necessaria ironia – Sara Vidé accarezza e svela l’animo della protaganista per giungere a un climax di spietata violenza e di paura che soggioga e trasfigura la personalità di chi ne è oppresso. Questa è la storia di Milena, una donna milanese che a quarantacinque anni non ha ancora trovato l’amore giusto e che, tra la rassegnazione e la consapevolezza delle sue scelte, si gode la sua vita tra il lavoro, le letture, la scrittura dei suoi diari, le uscite in compagnia delle sue amiche, la passione per i viaggi e per il mare. Proprio in occasione del suo ultimo viaggio oltreoceano incontra Carlos, giovane e bellissimo cubano che rapidamente saprà svegliare una grande passione e la speranza di un sentimento che Milena aveva oramai accantonato. Travolta da questa improvvisa ondata di forza vitale si sente finalmente viva, bella e amata con tutti i suoi pregi e difetti; tutto quello che aveva sempre desiderato dal profondo di se stessa, in quella dimensione magica di vacanza, si è perfettamente realizzato, quel luogo, al fianco del suo cubano, era come una sorta di bolla onirica dalla quale non voleva più staccarsi per paura di scoppiarla.
Carlos è l’uomo più premuroso e amorevole che lei abbia mai conosciuto, attento a tutto pur di non farle mancare niente, presente, romantico, generoso, colto, pieno di desiderio per lei, la ricopre costantemente di complimenti e di dolci promesse. Lei lo vede come l’idillio e con gli occhi pieni di una segreta gratitudine che viene direttamente dalla sensibilità del suo cuore; forse è arrivato anche per lei il momento di amare e di costruire una vita insieme a qualcuno e sente che questa è un’occasione alla quale non può rinunciare. Sull’onda di questa impetuosa passione Carlos, desideroso di averla sempre accanto, spinge per avvicinarsi a lei e, in poco tempo, si ritrova a Milano, accolto nella casa di famiglia di Milena; un trasferimento che rinforzerà la posizione e le sicurezze di quest’uomo portandolo progressivamente a sviluppare una folle smania di controllo animata da una morbosa forma di gelosia. La mente del nuovo ospite darà avvio a una serie di deliranti fissazioni, alimentate anche dall’abuso di alcol, che scateneranno regolari ossessioni seguite da botte, maltrattamenti e punizioni che limiteranno sempre più le libertà di Milena, la quale continuerà, come sua consuetudine, a raccontare ciò che le sta accadendo attraverso la scrittura dei suoi preziosi taccuini, unici reali spazi di sfogo.
La scrittrice narra con toni crudi e densi di pensiero femminile un’escalation di soprusi, crudeltà e oscenità che segnano il confine di un limite che non sempre trova coerenza nella mente e nel cuore di chi ne è vittima; può accadere che la ragione conservi un lume che la fragile emotività non può avere: Milena, la sua vocina, l’ha sempre avuta pronta a sussurrargli di andare via, di cacciarlo e di stare all’erta perchè quel mostro mai si sarebbe placato, eppure la paura di lasciare e di ricominciare accettando di essere da sola le impediscono di agire lucidamente e continua a scegliere la sofferenza e le umiliazioni rifiutando la possibilità di ritrovare il sorriso e la gioia di vivere.
"Vivo in apnea costante, tra la paura di fare la cosa sbagliata e quindi scatenare una reazione incontenibile e la speranza, sempre più flebile, che Carlos, quello vero, torni da me. L’uomo che troppo spesso prende il suo posto, non so sotto quale strano malefico incantesimo, non è davvero lui. Lo dico con certezza perché io la sua anima la conosco, visto che ha parlato più volte con la mia”.
Sara Vidé ci consegna questa storia drammatica e dannatamente plausibile che tocca tutto l’universo femminile e di cui Milena ne è in parte rappresentante; questo è il romanzo di una donna, uno scritto sulle donne e per le donne, dedicato a tutte coloro che sono e che sono state violate, umiliate, vessate, picchiate, spintonate o meno.
Questa è una lettura che vuole far urlare “basta”, che invita a scappare e correre il più lontano possibile da chi mette in atto certi subdoli meccanismi patologici, tossici e in questi imprigiona perpetrando un diabolico e infido gioco di sensi di colpa e illusorie guarigioni: “non guarirà e continuerà a farti del male e, soprattutto, non sei tu a poterlo sanare, non spetta a te farlo e non puoi riuscire in questo. Per aiutarlo devi solo denunciarlo.” Penso che il messaggio racchiuso in questo grande progetto sia proprio questo e con la stessa potenza mi unisco in questa battaglia per informare, educare e rinforzare. Questo è un romanzo sugli eccessi emotivi e sull’eccesso del bisogno d’amore che vuole far riflettere sull’importanza dell’educazione affettiva e sui reali e gravi pericoli che essa può determinare: lo sviluppo di una personalità emotivamente instabile incline a vivere sentimenti estremi di incontenibile amore è sicuramente un campanello d’allarme che prima di lusingare e fare arrossire deve fare pensare perchè la medesima incontrollata intensità la si potrebbe facilmente incanalare in altri tipi di dinamiche e situazioni. Consiglio vivamente questo romanzo a tutte le donne perché anche la lettura è un’efficace forma di prevenzione.

